Venghino signori venghino…

Venghino signori venghino…

Venghino signore e signori, venghino, entrate, più gente entra e più cretini si vedono
Venghino signore e signori, venghino a comprare il mio ciarpame e pagatene il prezzo

Il triste è che oramai non è cambiando lui che si risolve la situazione, ma ha senz’altro la colpa di aver ridotto in 20 anni di politica a sua immagine e somiglianza il Paese ad un livello generale di bassezza mai visto in Occidente. Rimane pur sempre il fatto che mandato via non avremo una classe politica all’altezza di salvare il salvabile. Io lo sto dicendo da mesi oramai: il nostro è un Paese morto! Finora sembra che nessuno se ne fosse accorto…

Torniamo a studiare i classici, possono insegnarci molto su come uscire dalla crisi

Torniamo a studiare i classici, possono insegnarci molto su come uscire dalla crisi

“Est igitur” inquit Africanus “res pubblica res populi, populus autem non omnis hominum coetus quoquo modo congregatus, sed coetus multitudinis iuris consensu et utilitatis communione sociatus”… “Omnis ergo populus, qui est talis coetus multitudinis qualem exposui, omnis civitas, quae est constitutio populi, omnis res publica, quae ut dixi populi res est, consilio quodam regenda est ut diuturna sit. Id autem consilium primum semper ad eam causam referendum est quae causa genuit civitatem”

“Lo stato è dunque – disse l’Africano – una cosa del popolo, e il popolo non ogni aggregato di gente riunito in qualche modo, ma un insieme di persone associato per consenso della legge e per una comunità di vantaggi”… “Ogni popolo dunque, che è quella particolare riunione di gente che vi ho esposto, ogni Stato, che è la costituzione politica d’un popolo, ogni Repubblica, che com’ho detto, é cosa comune del popolo, devono esser retti da con una certa sapienza, affinchè si mantengano duraturi. E questa sapienza reggitrice deve essere riferita, innanzi tutto, alla causa che ha generato la convivenza civile”
 M.T.Cicero, De Republica, I, 39-41

Torniamo a studiare i classici che già hanno dato le direttive per un mondo quantomeno retto, non guardiamo il “Grande Fratello” e rinunciamo all’oppio del calcio se vogliamo tentare di salvare l’Italia. Riprendiamoci il Paese, riprendiamoci la vita, riprendiamoci la dignità perduta ormai da tempo!

L’abito vestito dal tempo

L’abito vestito dal tempo

Veste l’autunno le foglie di color vermiglio
Muore la cicala che ha festeggiato la sua lunga estate
Vanno a dormire col freddo le belle voglie
Vola col vento il fumo fuor dal camino
Inizia così ogni anno la stagione del freddo e delle pioggie
Ed è già molto tempo che è un luogo gelato il mio cuore dopo la tua visita

Ho indossato anzitempo gli abiti dell’inverno della vita

Allarme… emergenza! Si salvi chi può…

Allarme… emergenza! Si salvi chi può…

Ogni anno in Italia si ripete lo stesso disgustoso balletto di scarico di responsabilità per le disgrazie accadute a seguito di disastri ambientali dovuti al degrado in cui versa il nostro territorio: “E’ colpa dei metereologi che non hanno evidenziato l’eccezionalità delle precipitazioni”, “Gli eventi eccezionali accaduti non potevano essere previsti”…, ecc., ecc.. Uno spettacolo dato da politici ed amministratori locali che puntualmente cercano di giustificare in modo fittizio la mancata presa in carico di responsabilità per l’accaduto. Ora, in un Paese disastrato da diversi punti di vista come, purtroppo, è il nostro fa sinceramente schifo dover subire tante cialtronaggini da esseri inetti, che nel peggiore dei casi prendono lauti stipendi pubblici, incapaci di prendere decisioni ed assumersi responsabilità che l’incarico che ricoprono dovrebbero essere a loro carico. In un quadro in cui ci sono centinaia, anzi migliaia di famiglie che ogni anno per queste “ineluttabili” fatalità perdono la vita e tutti i loro beni, accumulati in una vita di sacrifici e duro lavoro, assistiamo all’annuncio-smentita-annuncio del reiteramento dei fondi per la costruzione dell’ormai leggendario ed assolutamente inutile ponte sullo stretto di Messina. I costi reali presunti di tale opera, inutile momumento foraggiatore di denaro per la Mafia ed i corrotti a tutti i livelli, raggiungono secondo recenti stime (compresi gli studi preliminari e di progettazione) all’incirca i 12-15mila miliardi di euro! Ma quante opere di carattere pubblico e di vera utilità sociale si potrebbero realizzare in Italia con un tale fiumen di denaro? Dalla messa in sicurezza del territorio (onde evitare il solito bollettino di necrologi di cui sopra), al rifacimento della rete nazionale degli acquedotti, alla messa in sicurezza di edifici pubblici, le scuole in primis. Senza contare che la mano d’opera necessaria all’esecuzione di tali opere risolverebbe almeno alcuni problemi di occupazione presenti nel mercato del lavoro, quello dell’edilizia per primo.
Purtoppo gli italiani continuano a preferire il farsi rimbambire dai vari “Grande Fratello” o dalla catena di negozi di elettronica che, promettendo sconti eccezionali su vari prodotti, ottiene una pubblicità gratuita incredibile, donata dalle migliaia di “topi” attirati dal loro piffero incantatore per acquistare l’agognato gioellino tecnologico. Quello che una volta si sarebbe definito il proletariato consumatore ora si è spostato sulla cosiddetta classe media. L’italiano medio perde il lavoro e subisce leggi inaccettabili che condizionano la sua vita lavorativa o sociale, ma non può rinunciare all’ultimo modello di cellulare venduto con un grande sconto o al televisore a led a metà prezzo. Poi, la sera, con il cellulare nuovo in mano, davanti al bellissimo televisore a led comprato la mattina, dopo aver fatto a capelli con migliaia di altre persone come lui, si commuove alle immagini di coloro che stanno sotto tre metri di fango e annuisce alle parole del politicante di turno che cerca scuse inaccettabili per l’accaduto, rimandando le responsabilità agli altri. Mi duole dirlo, ma il nostro è un Paese morto, pieno di zombies lobotomizzati dalla tv e da una cattiva educazione al sociale, dove lo studio e l’approfondimento sono una cosa ormai lontana. Tutto ciò, purtroppo, farà di noi un Paese senza futuro e non ce ne stiamo rendendo conto; fa bene, chi ne ha la possibilità, ad andare a cercare il proprio altrove, in un Paese estero dove, non avrà il nostro cibo, il nostro paesaggio e la nostra ex qualità di vita, ma senz’altro avrà la possibilità di vivere in modo dignitoso e con speranza.

Vedetevi come è ridotta l’Italia anche dalle puntate di Report

What is more important?

What is more important?

In everybody’s life there are moments in which is very difficult but nevertheless necessary take decisions that could be very painful. Sometimes these decisions will change our life forever, sometimes will changes the life of other people, sometimes forward better conditions, sometimes forward worst ones.
There are moments in our life in which we ought to choice between our future life and our past: in the first case we could survive but give pain to others, like others gave pain to us; in the second case we’ll risk to suffer more and more, even to die! It is a moral matter and we could discuss for a long time if moral matter is a private theme or a public one. Everyone has an own story, own pains, own reasons for living or to give up, but there are moral matters that are a public question, a question of justice, a question of dignity of every human being. There are people who hurt others with or without bad intent, nevertheless they hurt indeed and is a moral question to prevent that this could happen again in future: so they must being stopped! If you were in the conditions to have your backs to the wall and you should choice if survive or die, what should you do? What is more important? To seem a correct person or to be a right one? To live or to risk to die? Sometime justice is more important than a politically correct form and you must be more realist than idealist. Good sentiments sometime are only for the sky, humans are for life.
If you think different, say why to whom is a risky of living person!
Theme: Overlay by Kaira
Everybody lies